Serata classica di quelle che cominciano tranquille e poi degenerano nel teatro dell’assurdo. Ristorante pieno, fuori fa caldo, dentro pure, ma reggiamo. Fino a quando… entrano loro.

Cliente numero uno, il tipo che si sente Alessandro Borghese col portafoglio di Paperino.
Ordina una pizza capricciosa, ma precisa subito:
“Con base rossa, eh!”

Ok, nessun problema. La mandiamo in uscita come da richiesta.
Nemmeno il tempo di girarmi che la pizza torna indietro più veloce di una racchettata a Wimbledon.
Il tizio indignato mi guarda e fa:
“Scusi, ma con base rossa si intende pizza Margherita come base, non sugo di pomodoro. Ma sapete lavorare?”

Io lo guardo, cerco di capire se sta trollando, ma no. È proprio convinto. Mi limito a dire:
“Guardi, la base rossa è, per definizione, la pizza con salsa di pomodoro. Se voleva una Margherita capricciosa bastava dirlo così. La rifacciamo, senza problemi.”
E lui, col tono di chi ti sta facendo un favore:
“Ah, ok. Basta che stavolta la fate come si deve.”