Al tavolo vicino al mio siedono due turisti. Hanno quell’aria un po’ spaesata, con la guida piegata a fisarmonica e lo sguardo di chi ha appena scoperto che il coperto non è un optional. La signora, tutta decisa, ordina un piatto di “lasagna con ragù alla bolognese”, scandendo bene le parole come se stesse leggendo una formula magica.
Arriva la cameriera con il piatto fumante. Profumo di sugo, besciamella che fa le onde, crosticina dorata sopra. Io già gongolo per lei.
La signora invece resta immobile. Lo guarda. Inclina la testa. Fa quella faccia che si fa davanti a qualcosa che non doveva andare così. Con due dita afferra la forchetta, stacca un angolino microscopico, lo porta alla bocca. Mastica. Si ferma. Deglutisce con sospetto.
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