Successo poco fa al distributore di benzina, e giuro che se qualcuno mi avesse ripreso con una telecamera, sarebbe finito in un programma comico.
Faccio rifornimento come sempre, scendo dall’auto e mi avvio verso la cassa per pagare. Dentro c’è un’atmosfera tranquilla: la radio di sottofondo, la commessa dietro il bancone che sistema le ricevute, e un collega in fondo che sta sistemando delle scatole.
Arrivo al bancone, tiro fuori il portafoglio e la mia fidata tessera punti, un po’ vissuta ma ancora funzionante. Lei la prende, la passa al lettore, registra i punti e me la restituisce con un sorriso professionale. Io la ripongo immediatamente nello scomparto delle carte, quasi in automatico, come faccio ogni volta.
Poi le porgo la carta per il pagamento. Lei digita l’importo, mi passa il terminale e io inserisco il PIN.
Silenzio.
Aspettiamo entrambi l’esito della transazione.
Ed è proprio in quel momento di calma che lei, guardandomi, con la massima serietà mi chiede:
“La vuoi la tessera punti?”
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