Penso che anche in aeroporto alcuni dei miei ex clienti del centro commerciale mi stiano seguendo.

Stamattina, mentre ero nell’area check-in, divisa d’ordinanza, radio alla cintura, e con quell’andatura da “ho un milione di cose da fare”, sento una voce familiare:
“Ma non eri tu il ragazzo che lavorava al centro commerciale X?”

Alzo lo sguardo ed eccola lì, la signora sessantenne che conoscevo bene. Stesso taglio di capelli, stessa energia chiacchierona.
“Certamente, sono io.”

Lei mi squadra da capo a piedi, osserva la divisa, il carrello che sto spostando, e i passeggeri che sto aiutando. Poi, come se fosse sorpresa di trovarmi lì e non dietro un banco con volantini in mano, mi chiede:
“Ma cosa fai qua?”

Sorrido, indicando attorno:
“Signora, lavoro qui in aeroporto adesso.”

E lei, con un tono che mischiava curiosità e un pizzico di delusione:
“Perché hai cambiato lavoro?”