Domenica pomeriggio il negozio apre alle 15. Io arrivo alle 14:30, chiavi in mano, ancora mezzo addormentato dalla pennichella. Appena varco la soglia vedo il telefono illuminato come un albero di Natale: mille chiamate perse, tutte dallo stesso numero.

Non faccio nemmeno in tempo a togliere la giacca che il telefono ricomincia a squillare.
Buongiorno, xxx.
Oh, era ora! È da un po’ che chiamo.
— Signora, la domenica apriamo alle 15.
— Volevo fare un ordine per 4 pizze da ritirare più tardi.
— Va bene, per che ora le servono?
— Non lo so, la richiamo più tardi.

(Faccia perplessa di livello olimpico)

Passa il pomeriggio, tra impasti e consegne. Alle 20, eccola di nuovo:
— Sono quella di prima, delle 4 pizze. A che ora chiudete?
— Alle 23:30, signora. Per che ora gliele faccio trovare pronte?
— Non ne sono ancora sicura, la richiamo più tardi.