Facevo la volontaria al banchetto AIRC in occasione della Azalea della Ricerca.

Una signora sulla quarantina si avvicina:

“ooh ma che bei fiori! Quanto costa una piantina?”.

“il contributo minimo è di 15 euro, signora”.

“Eeeeeeh carettine! Non può farmi uno sconticino?”.

Pensando (MALE!) che la signora ci avesse scambiato per dei comuni venditori di fiori, inizio a spiegare con un sorriso:

“siamo dei volontari dell’associazione AIRC e L’acquisto di una piantina rappresenta un gesto simbolico con la quale può dare il suo contributo nella prevenzione e nella cura dei tumori femminili…”.

Lei,  con un sorrisetto scaltro, mi interrompe.

“Si si va bene, ma se ne prendo due me le lascia a 20?”.

Inspiro.
La scruto in silenzio per 10 secondi buoni, sperando di aver sentito male o di vedere un barlume di vergogna. NIENTE.
Lei, imperterrita, continua a fissarmi con quel sorrisetto sfrontato, al che sbotto:

“Guardi che è beneficienza, i prezzi certamente non li faccio io e le faccio notare che sto pure lavorando gratis la domenica”.

Il sorrisetto è svanito all’istante  e ha cacciato  i 30 euro senza proferire parola.