Market, ore 8:00 del mattino.
Quelle ore in cui il mondo è ancora mezzo addormentato, le luci al neon sono più forti del sole e anche tu stai cercando di capire se sei davvero sveglio o stai solo funzionando in automatico.
La porta si apre e entra lui. Sulla cinquantina, passo deciso, l’aria di chi sa esattamente cosa vuole.
Si avvicina subito alla cassa, senza neanche guardarsi troppo intorno.
“Ritirate i buoni spesa del coronavirus?”
“Si, siamo abilitati.”
Annuisce, soddisfatto, come se avesse appena superato il primo livello di una missione.
“Cosa posso prendere?”
“Beni di primaria necessità in generale.”
Lo dico con il tono di chi lo ha già ripetuto almeno venti volte prima delle otto. Pane, latte, pasta… le solite cose. Lui fa un cenno, gira sui tacchi e parte tra gli scaffali.
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