Qualche anno fa, in libreria.
Sono in cassa, solita ora di punta: gente che compra romanzi “che leggerò in vacanza”, studenti in modalità panico da esame e clienti che arrivano con pile di libri alte quanto le loro ambizioni.
Arriva lui. Tra i 40 e i 50, spirito eternamente in gita scolastica. Energia da “adesso faccio la battuta”, battuta che puntualmente fa ridere solo lui. Ma va bene così, fa parte del mestiere.
Appoggia un paio di libri sul banco e mi guarda come se stessimo per iniziare una sitcom.
“Buongiorno!”
“Buongiorno!”
Passo i libri, gli chiedo:
“Ha la nostra tessera?”
“No, ma me la vendi bene?”
Sorrido. Sfida accettata.
Parto con la spiegazione: vantaggi, sconti, raccolte punti, offerte. Lui annuisce serissimo, come se stessi illustrando un piano di investimento.
“Convinto. La facciamo.”
Gli passo il modulo. Lui si mette lì a compilarlo con calma, commentando ogni campo:
“Nome… ce l’ho. Cognome… ancora ce l’ho. Età… questa la saltiamo!”
Lascia un commento