Stamattina è entrata in negozio una signora che non avevo mai visto prima. Portava con sé due persone, forse la figlia e il marito, che le camminavano un passo indietro. Lei invece avanzava con calma, con quella dignità composta che hanno certe donne che hanno già vissuto tanto.
Si è avvicinata al banco, ha accarezzato l’elettrodomestico che stava osservando e, senza esitazioni, mi ha detto:
«Mi voglio comprare questo elettrodomestico, perché credo mi potrà aiutare. Vedi, loro non lo sanno… ma ho un tumore al seno. Domani vado a sentire la gravità. Penso che questo articolo mi sarà utile quando avrò poca forza.»
Lo ha detto con voce bassa, quasi segreta, indicando i due che la aspettavano dietro, ignari di tutto.
Io ho sentito un nodo salirmi alla gola. In quel momento, senza farmi vedere da nessuno, le ho appoggiato la mano sul braccio e le ho sussurrato:
«Non mollare. Combatti e vedrai che supererai questa cosa. Io tifo per te.»
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