Stavolta quella strana sono io!
Era un venerdì pomeriggio, uno di quelli infiniti. Per via del coronavirus avevano aumentato i turni in negozio, quindi eravamo tutti un po’ più stanchi del solito, un po’ più veloci del normale e decisamente meno presenti mentalmente.
A un certo punto esco per portare i cestini all’entrata.
Fuori, la classica coda: persone distanziate, sguardi persi, qualcuno che controlla il telefono, qualcuno che fissa il vuoto come se stesse rivalutando tutta la propria esistenza.
Io lì, ferma, con i cestini in mano, che osservo la situazione.
E in quel momento succede.
Convintissima — ma proprio convintissima — che qualcuno mi abbia fatto una domanda sull’acqua, senza pensarci due volte parto in quarta:
“Sì, di acqua ne abbiamo ancora. Poi dipende, se non c’è la confezione intera ci sono le bottiglie sfuse. Poi ne ho ancora in magazzino. Che tipo di acqua voleva?”
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