Supermercato, reparto ortofrutta.

Una cliente è in piedi, immobile, davanti alla bilancia per pesare la merce.
Ferma.
Rigida.
Come se stesse per sostenere un esame.

Contempla la tastiera con i numeri.

Passandole accanto le lancio un’occhiata distratta.
Poi mi incuriosisce.
Faccio due passi, mi fermo a distanza e la osservo, come si osservano i fenomeni naturali: con rispetto e un leggero timore.

Tiene un sacchetto di peperoni stretto tra le mani, lo guarda, lo studia, lo interroga quasi.

La sento borbottare:
“Eh sì… questi sono peperoni…”

Si gira verso il cartello del prezzo, legge il numero ad alta voce, con attenzione:
“Be’, il numero è giusto…”

Pausa.

“…allora perché non pesa? Qui non funziona niente!”