Vado a fare la spesa in un noto supermercato. Arrivo in cassa: davanti a me solo due persone e una donna, sui 40–45 anni, che sta chiaramente combattendo una battaglia persa col bancomat.
All’inizio non ci faccio troppo caso, poi sento la cassiera, con tono calmo da monaco zen dopo anni di addestramento:
“Guardi, il PIN è sbagliato. Può riprovare.”
La signora si blocca. Panico leggero.
“Ma io non lo so.”
Silenzio.
“Come non lo sa?”
“Lo sa mia figlia.”
Io dietro, già incuriosito, alzo lo sguardo dal carrello. Parte l’osservazione scientifica della scena.
“Scusi… sua figlia?”
“Sì, io non lo so il PIN. Lo sa mia figlia. Io non ne ho idea.”
La cassiera mantiene una compostezza eroica.
“Può chiamarla?”
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