Gestisco un negozio di abbigliamento online e qualche anno fa ho avuto una cliente che ancora oggi ricordo con affetto. Più o meno.
Inizia a scrivermi per chiedere informazioni su alcuni capi. Una domanda sulla taglia, una sul colore, una sul tessuto, poi altre dieci. Le mando foto, misure, dettagli, consigli sugli abbinamenti. Mi scrive la mattina, il pomeriggio, la sera, persino a notte fonda. Essendo la titolare, spesso rispondo quando sono ancora sveglia, quindi la conversazione va avanti per giorni.
Alla fine decide.
“Ok perfetto, allora prendo il pantalone, le tre maglie e il body. Mi raccomando, me li spedisca a questo indirizzo. Ah, e mi mandi il tracking appena parte il pacco.”
“Certo signora. Il totale è 46 euro, spedizione inclusa. Preferisce PayPal, Postepay o bonifico?”
Sceglie la Postepay, le mando i dati e chiudiamo la conversazione.
Tre giorni dopo mi arriva un messaggio.
“Scusi, ma il pacco non è arrivato e non mi ha mandato il tracking.”
Rileggo il messaggio due volte, pensando di essermi persa qualcosa.
“Signora, guardi che non risulta alcun pagamento, quindi il pacco non è stato spedito.”
“Ma come? Ero convinta di aver pagato.”
“Non mi è arrivato nulla.”
“Senta, lunedì deve spedire assolutamente, le cose mi servono.”
“Signora, prima dovrebbe effettuare il pagamento.”
“Sì sì, oggi la pago, però lei intanto faccia il pacco.”
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