Non sono commessa ma guido gli autobus, e pure qui si trovano clienti che fanno domande decisamente… creative.
“Ma parte adesso?”
“Veramente tra 8 minuti.”
“Ah ok. Per arrivare in piazza Xyz quanto ci vuole?”
“20 minuti.”
Pausa.
“Ma quindi fa un giro bello lungo… Non si può fare più corto?”
Io con le mani sul volante, lo sguardo fisso davanti, e dentro di me un monologo che nemmeno nei migliori spettacoli teatrali.
Tipo: certo signora, adesso taglio per il cortile di casa mia, faccio due scalini, passo in mezzo al mercato e siamo arrivati in 5 minuti.
Invece:
“No.”
Silenzio.
Lei resta lì, come se stesse elaborando un concetto filosofico complesso. Poi annuisce piano.
“Capisco…”
No, non capisce.
Si siede.
Io continuo il mio giro, rispettando orari, fermate, semafori, vita. Dopo due fermate sale un altro.
“Questo va in piazza Xyz?”
“Sì.”
“Ma diretto?”
Respiro.
“No, fa le fermate.”
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