Puoi mettere avvisi e cartelli ovunque, ma comunque in negozio entra il peggio del peggio… tipo:
12 agosto (ultimo giorno prima delle ferie). Ore 19.00.
Entra la classica signora snob. Neanche saluta — ovviamente. Io neanche la calcolo, avendo già capito il tipo. Si guarda intorno come se stesse valutando una galleria d’arte, poi finalmente si degna:
“Questa quanto costa?”
“E questa ce l’ha in un altro numero?”
Io rispondo tranquillo, professionale, sorriso di circostanza. Dentro però sto già facendo il conto alla rovescia per le ferie.
Poi succede.
“Scusi.”
Schiocco di dita.
Mi fermo. Lentamente. La guardo.
Le dita. Ha davvero schioccato le dita.
“Questa scarpa mi piace, ma preferirei l’altra dietro, che ha il tacco più basso. Me la prende?”
Io resto un secondo in sospensione.
“Quella dietro? Quale? Dove?”
Mi giro.
E capisco.
Specchio.
Mi rigiro verso di lei con tutta la calma del mondo, alle 19:10 precise:
“A Signò… dietro c’è lo specchio.”
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