“In questo momento siamo senza corrente in negozio.”

“Posso pagare con bancomat?”

“Siamo senza corrente, il POS non funziona.”

“Non può provare lo stesso?”

Lo guardo.

Lui guarda me.

Io guardo il POS spento.

Il POS guarda il vuoto, probabilmente riflettendo sul senso della vita.

“Va bene,” dico, con una calma che non so da dove arrivi, “però prima mi faccia un favore. Mi può accendere la luce? Così vedo meglio.”

E qui succede.

Succede davvero.

Lui annuisce serio, convinto, come se gli avessi affidato una missione di estrema importanza. Si gira, va verso l’interruttore… e clic.

Silenzio.

Niente.

Buio come prima.

“Eh! Non si accende…”

Pausa.

Io lo guardo.

Lui mi guarda.

E qualcosa dentro di me si spezza con un suono quasi udibile.

“PERCHÈ SIAMO SENZA CORRENTE!”

“NON SI ARRABBI! BASTAVA DIRLO SUBITO!!!”

Respiro.

Respiro profondissimo.

Quello che fai quando stai scegliendo consapevolmente di restare una persona civile.