“Buongiorno.”

“Senti, mi manda il tuo collega.”

“Scusi, il mio collega chi? Io lavoro qui da sola…”

“Ma sì, il tuo collega in fondo alla via!”

“Non ho nessun collega in fondo alla via…”

“Ma sì, quello dopo la rotonda! Dai, sulla destra!”

“Okay, sì, so che lì c’è un benzinaio, ma non è della mia stessa compagnia.”

“Eh sì vabbè, sempre collega benzinaio è… Senti, mi ha detto di venire da te.”

“Venire da me per cosa?”

“Eh, non me lo ricordo…”

Respiro profondo.

Uno di quelli lunghi, meditativi. Di quelli che fai quando sai già che non sarà una conversazione breve.

“Deve usare qualche buono specifico, una ricevuta, un rimborso?”

“No.”

Altro respiro profondo.

“Deve fare rifornimento?”

“Sì.”

“Magari deve fare benzina o gasolio prestazionale?”

“Eh sì, per quello, pure il meccanico me lo ha detto!”

“Perfetto, la sua macchina è diesel o benzina?”

“Benzina.”

“Okay, quindi deve fare benzina prestazionale… Deve fare 10€, 20€, il pieno?”

“Sì.”

Ennesimo respiro profondo.

“Sì cosa?”

“Devo fare 20€.”

Silenzio.

Lo guardo.

Mi guarda.

Aspettiamo entrambi che qualcosa accada da solo, tipo per magia.

“…Sulla pompa 3,” dico alla fine, indicando chiaramente fuori dalla vetrata.

Silenzio.

Lui resta lì.

Io resto lì.

Ci guardiamo.

“…Devo andare io?” chiede.

Respiro. Profondissimo. Vedo la mia anima uscire dal corpo e fare un giro del piazzale.

“Sì. Di solito funziona così.”

“Ah.”