In cassa: inizio a scansionare gli articoli di una cliente. Tutto regolare, bip dopo bip, lei che guarda il display, io che passo la roba.

Dopo un po’ si avvicina un signore che fino a quel momento era rimasto a debita distanza, fermo dietro, con i suoi articoli in mano. Si avvicina piano, li appoggia sul nastro, senza dire niente.

Mi fermo un attimo, li guardo, poi guardo loro due.

“Mi scusi, siete insieme? È un unico conto?”

Lei risponde subito, sicura: “Sì, stiamo insieme ma ancora non conviviamo.”

Annuisco, un mezzo sorriso, ma torno al punto: “Capisco… ma è un unico conto?”

Lei ci pensa un secondo, come se la domanda fosse diventata più complessa.