Torno in Italia due o tre volte l’anno, sempre di corsa, sempre con quella sensazione strana di essere un po’ di passaggio. Di solito la prima cosa che faccio, appena atterro, è accendere il telefono con la SIM italiana. È quasi un rito.

A dicembre 2019, aeroporto, appena scesa dall’aereo. Accendo il telefono mentre sono ancora in fila per il controllo passaporti. Neanche il tempo di orientarmi, di capire da che parte andare per il ritiro bagagli… squilla.

Numero sconosciuto.

Rispondo.

È un’operatrice della mia compagnia telefonica, tutta gentile, tutta sorridente nella voce, pronta a propormi una nuova offerta imperdibile. Classica telefonata da copione.

La ascolto qualche secondo, poi le spiego con calma la situazione:
“Guardi, probabilmente vede che il mio numero è quasi sempre spento. Torno in Italia solo poche volte l’anno. L’unica cosa che mi interesserebbe davvero sarebbe tornare a un piano a consumo, perché pagare XX euro al mese per un telefono che uso così poco è… un po’ uno spreco.”