Ok, stavolta racconto una cosa leggera.
O almeno… leggera all’inizio. Perché poi ha preso una piega gastroenterologicamente pericolosa.

Correva l’anno 2002.
Io avevo il mio locale, lavoravo praticamente sempre, dormivo poco e vivevo circondato da tre cose fondamentali: odore di forno, clienti strani e peperoncini assassini.

Una sera entra questo tizio.
Alto un metro e sessanta scarso, ma largo come un frigorifero doppia anta.
A occhio e croce sarà stato sui 150 chili, forse qualcosa in più, ma aveva quell’energia da omone simpatico che appena entra pensi:
“Questo o è il cliente migliore della serata… oppure mi devasta il bagno.”

Si siede con calma, si asciuga la fronte, prende il menù.
Io glielo lascio e faccio per andarmene quando lui alza una mano e mi ferma.

“Guarda… il menù non mi serve.”

E già lì parte il campanello d’allarme.

Perché chi dice così normalmente ordina una delle tre cose:

roba fuori menù,
combinazioni criminali,
oppure tragedie digestive.

Lui mi guarda serio e dice:

“Io vorrei una pizza Margherita super super piccante. Ma guarda che per piccante intendo dire che voglio vivere una situazione pre-morte. Te la pago quello che vuoi purché sia estrema. E un litro di Weizen.”

Silenzio.