Nella scuola di inglese dove lavoro ci sono regole molto chiare per gli esami: niente telefoni, niente portafogli, niente orologi. Tutto va lasciato fuori dall’aula, senza eccezioni.
E fin qui, tutto normale.
Arriva questo candidato. Sicuro di sé, entra già con quell’aria da “io non sono come gli altri”. Gli spiego con calma la procedura:
“Guardi, prima di entrare deve lasciare qui portafoglio e orologio.”
Lui mi guarda, un mezzo sorriso:
“L’orologio no.”
Io, sempre gentile:
“Mi dispiace, sono le regole.”
E lì parte il loop.
“Ma è di Fendi.”
Lo dice proprio con enfasi, come se quella parola dovesse automaticamente annullare qualsiasi regolamento.
“Lo capisco, ma purtroppo, secondo le nostre direttive, gli orologi non sono ammessi.”
Sorrido, tono pacato, modalità zen attivata.
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