Lavoro in uno di quei chioschi di sushi che si vedono ora nel reparto orto frutta nei centri commerciali.
Qualche giorno fa abbiamo fatto una degustazione che proponeva appunto diversi piatti della cucina giapponese.
Nel pomeriggio arriva una signora un po’ in là con gli anni (credo avrà avuto circa una settantina di anni) che assaggia un uramaki (classico rotolino di riso con dentro pesce e all’esterno anche).

Sembra gradire, tutto ok.

Poco dopo però me la vedo davanti all’ingresso del chioschetto che mi invita ad avvicinarmi con fare “losco”.
Mentre era ancora intenta a degustare e quindi con la bocca piena mi fa:
“Senta io ora sputo tutto, guardi cosa ci ho trovato dentro!” e mi passa, togliendoselo dalla bocca, quello che a prima vista sembrava essere il becco di un polpo (per fortuna indosso sempre i guanti per igiene).
Io, già perplessa, guardo bene quello che la signora ha messo nelle mie mani e mi accorgo che, a prima vista, si tratta di un dente umano.
Ancora più perplessa guardo la signora e le faccio notare la cosa.

La signora mi risponde cosi:
“Ecco, senta io ora vado comunque in direzione a segnalare perché non è possibile questa cosa” dice abbastanza alterata aggiungendo “a meno che non sia mio…” e così dicendo inizia a controllarsi la bocca.

E niente alla fine era suo.