Buongiorno, lavoro in uno studio medico dove per i pazienti è prevista la compilazione dell’autodichiarazione e per gli accompagnatori è consentito l’ingresso in sala d’attesa solo se muniti di green pass.
Ogni giorno è un’avventura diversa ma un paio di giorni fa ecco i furbetti di turno…

Arrivano in due, paziente anziano ma lucido e accompagnatrice giovane (era lei quella più furba). Chiedo al paziente di compilare il modulo e all’accompagnatrice di mostrarci il green pass. Lei in tutta risposta, inizia a compilare il modulo per il paziente.
“Signora gentilmente, deve prima mostrarmi il green pass e poi può continuare a compilare il modulo.”
“Sì, sto finendo di scrivere.” Il tono era seccato.
“Il modulo può finire di compilarlo il diretto interessato, mi faccia controllare il green pass.”
“Ce l’ho sul telefonino.”
“Bene, lo controlliamo dal telefonino.”
“Ho il cellulare rotto, ma ce l’ho il green pass.”
“Mi spiace, ma se non può mostrarci il green pass non può accedere in struttura.”
“Si calmi, la vedo un po’ nervosetta.”
“Ok, le apro la porta per uscire.”

La gentil donzella va fuori e rimane in attesa dietro la porta d’ingresso, porta rigorosamente in vetro trasparente e indovinate un po’ cosa fa?! Inizia ad usare i social sul telefonino (quello rotto) e inizia a fare una telefonata dietro l’altra (sempre dal telefonino rotto).