“Buonasera, vorrei quel iPhone in vetrina. È ricondizionato vero?”
“Sì, certo. Le prendo subito il prodotto.”
È partito tutto così, come sempre: con tono pacato, sguardo curioso, cliente apparentemente tranquillo. Uno di quelli che sembrano sapere cosa vogliono. Ma già alla seconda battuta il terreno inizia a scricchiolare.
“Grado B+… cosa vuol dire?”
Qui parte la spiegazione standard, quella che ho ormai imparato a recitare meglio del Padre Nostro.
“I gradi si riferiscono all’estetica del prodotto. Si va da ‘Km 0’ – cioè come nuovo – fino al grado C. Più il grado scende, più ci possono essere segni visibili di utilizzo. Ma la cosa importante è che questi gradi non riguardano il funzionamento tecnico. Solo l’aspetto estetico.”
“Ah ok perfetto, e c’è garanzia?”
“Sì, certo. 12 mesi su tutto ciò che è tecnico. Sei mesi invece per la batteria, perché è normale che nel tempo la percentuale di carica massima scenda.”
Il cliente annuisce convinto, paga con soddisfazione e se ne va con passo deciso, con quell’aria da “oggi ho fatto un affare”. Fine della storia, direbbe qualcuno. Ma no. Perché sono passate appena tre ore – nemmeno il tempo di una digestione completa – e il telefono squilla. Il numero è il suo.
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