Domenica mattina eravamo di turno, entra una ragazza, mi porge la ricetta, le consegno le medicine, paga ed esce. Dopo 5 minuti ritorna:
“Senta, io dovrei fare la cura per 6 giorni, lei mi ha dato 2 scatole, una la finisco, l’altra prendo solo 2 pastiglie e ne avanzano 10”.
“Si, purtroppo le scatole sono da 10, se deve fare la cura per 6 giorni ne servono 12, per questo motivo il suo medico le ha prescritto 2 scatole”.
“Si, ma è uno spreco, cosa me ne faccio di quelle avanzate, pago 10 pastiglie par usarne solo 2 e buttare le altre”.
“Signora ha ragione, purtroppo però non si può fare nulla…”
“Non può vendermene solo due?”
“No…”
“Ma se io faccio la cura solo 5 giorni cosa cambia?”
“Se il suo medico le ha prescritto una cura di 6 giorni ci sarà un motivo”.
“Si, ma non cambia nulla, al massimo gli ultimi due giorni invece che prendere 2 pastiglie ne prendo solo una così sono cmq 6 giorni no?”
“Io le sconsiglio di fare di testa sua…”
“Si, ma così facendo butto via una scatola intera”.
“Non so cosa dirle…”
“Mi dia un consiglio”.
“No signora, io non mi prendo nessuna responsabilità”.
“Devo chiamare il mio medico?”
“Sarebbe meglio”.
“Non mi risponde”.
“È domenica!”
“Cosa vuol dire, mi ha lasciato il cellulare!”
“Si, ma è domenica…”
“Fa niente, io chiamo perché ho bisogno, deve rispondere! Non mi risponde, lei cosa mi consiglia? Ha studiato pure lei!”
“Io non le dico nulla, non conosco il suo problema, abbiamo studiato cose diverse e non mi prendo responsabilità”.
In realtà il suo problema lo conosco benissimo, il consiglio che posso darle è di usare una protezione durante i rapporti sessuali se ha incontri occasionali oppure di controllare meglio dove lo infila il suo compagno, visto il farmaco che deve prendere ed a cosa serve, ma tralasciamo…
“Tutti uguali voi, appena vi laureate e fate due soldi vi sentite superiori”.