Stiamo facendo la fila per entrare in un supermercato. Periodo in cui per entrare bisogna aspettare fuori, contati uno per uno, con le strisce per terra che dovrebbero indicare la famosa distanza di sicurezza. C’è un po’ di gente, ma tutto sommato la fila è ordinata: ognuno sul suo segnetto, ognuno nel suo metro quadrato di pazienza.
Io sono lì tranquilla quando noto una signora sulla sessantina che inizia a orbitare sempre più vicino a me e a un altro cliente davanti. Non proprio un passo avanti deciso… più una specie di avvicinamento progressivo, tipo parcheggio a sensori rotti. Mezzo passo, pausa. Mezzo passo, pausa.
Finché a un certo punto me la ritrovo praticamente addosso.
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