Anni fa ho fatto qualche stagione in un bar gelateria che apre solo d’estate. Di quelle stagioni in cui impari più psicologia umana che tecniche da gelataio. Perché il gelato è una cosa semplice: cono, coppetta, due gusti e via. Ma i clienti… i clienti riescono a trasformare anche due palline di gelato in una questione di principio.
Una sera entra questo tizio.
“Buonasera, vorrei un cono con due gusti.”
“Buonasera, certo. Che gusti?”
“Cioccolato e uno alla frutta.”
Perfetto. Ordine semplicissimo. Solo che quella sera il cioccolato era rimasto un filo più morbido del solito. Non liquido, eh, ma di quelli che se lo metti sotto rischi che il cono diventi una specie di mini vulcano al cacao.
Quindi faccio quello che qualunque gelataio con un minimo di esperienza farebbe: vado diretto alla frutta per fare la base, che è più compatta. Poi sopra il cioccolato.
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