Il mio non è un negozio vero e proprio, è più un laboratorio artigianale. Di quelli dove si lavora davvero: banco, attrezzi, forno, pezzi di vetro ovunque e il profumo di lavoro fatto a mano. Io e mio marito lavoriamo il vetro di Murano. O meglio, lo lavoravamo prima che arrivassero periodi in cui siamo stati costretti a chiudere.

Il bello del laboratorio è che la gente entra spesso con curiosità. Il brutto è che la curiosità, a volte, prende strade molto… creative.

Negli anni abbiamo collezionato una quantità di domande che meriterebbe un libro.

La mia preferita rimane sempre una delle più semplici.
Una signora entra, guarda un oggetto, lo gira tra le mani e poi chiede con assoluta naturalezza:

“Di che materiale è questo vetro?”