Lavoro in un discount. Qualche giorno fa vengo fatta chiamare al box per una signora.
“Buongiorno.”
“Buongiorno, devo cambiare questa maglia perché troppo piccola, lo scontrino è qui.”
“Certo signora, lasci pure a me e vada a vedere se trova un’altra taglia, altrimenti provvediamo a restituirle i soldi.”
“Grazie. Poi ho riportato indietro anche questo vino perché non va bene.”
(quello con il tappo che si svita)
“In che senso, signora?”
Intanto controllo il vino e noto che è stato aperto.
“È troppo forte per me.”
“Signora, ma questo vino è stato aperto…”
“Certo, sennò come facevo a sapere che era troppo forte?”
“Signora, non posso riprenderlo se è aperto ed è stato bevuto.”
“Ma scusi, se non l’assaggio come faccio a sapere che non mi piace??”
Logica inattaccabile nel suo cervello.
Io resto un attimo in silenzio, con la bottiglia in mano, cercando dentro di me una risposta professionale che non suoni come “signora, è vino, non succo di frutta”.
“Capisco, però non è un difetto del prodotto… è proprio il tipo di vino.”
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