Lavoro in un piccolo negozio di scarpe e borse.
Stando a contatto col pubblico ne ho incontrate di persone particolari, ma questa mi è rimasta proprio impressa.
19:30, orario di chiusura. Tutto pronto per uscire, infilo il cappotto, prendo la borsa, chiavi in mano, quando tutto d’un tratto mi si presenta una ragazza.
“Buonasera”.
“Buonasera. Guardi, se vuole dare un’occhiata al volo faccia pure, ma la informo che purtroppo ho già fatto chiusura”.
Totalmente incurante di quello che avevo appena detto, come se avessi parlato una lingua a lei sconosciuta, mi risponde:
“No, è che stavo cercando, come si chiamano… Ah, gli anfibi”.
“Umh si. certo, ne abbiamo diversi”, dico indicando alcuni modelli. ” Ci sono allacciati, alti, bassi, con l’elastico…”
“No guarda, io cerco proprio… Gli anfibi”.
“Umh si, okay, potresti descrivermeli? Noi per anfibi intendiamo questo genere qua”, sempre indicando quelli esposti. “Possono essere diversi, ma il fondo e lo stile rimane sempre questo”.
“No aspetta, cerco di spiegarmi meglio… Perché non sono brava con le parole. Gli anfibi… Come dire… Ah si! Gli anfibi con gli ANFI!”
La mascherina deve aver aiutato non poco a nascondere la mia faccia perplessa.
Lei imperterrita “SI, GLI ANFIBI CON GLI ANFI. ANFI COME ANFIBI” e ci aggiunge un movimento delle mani simile a quello delle hostess nelle dimostrazioni delle uscite di sicurezza in aereo.
Il mio cervello va in tilt, per un attimo metto in dubbio tutta l’esperienza maturata negli anni, inizio a pensare: “Anfi. Mai sentita ‘sta cosa. No dai, se sta a sbaglia’ sicuro. Eppure è così convinta. Ma poi quel gesto, ma che vuol dire?! Che me rappresenta? Che parte della scarpa dovrebbero rappresenta’ quelle mani?! Sopra, sotto, dove?! Ma poi anfibi non viene appunto dagli anfibi? Gli animali?”
Nel frattempo arriva il padre che, dopo aver assistito a parte della conversazione, fa: “Vabbe’, comunque la signorina c’ha tutto esposto, se non le vedi, non ce stanno”.
E lei: “Aspe’, le cerco su Google”.
Prende il telefono e digita. La vedo col ditino scorrere e scorrere tra i risultati di ricerca.
“Oh, manco su Google le trovo”.
E lì, al massimo dello stremo penso: “Fatti due domande e datti una risposta”.
Poi fa: “Eccole!”
Guardo la foto.
“Degli anfibi con i cinturini al posto dei lacci?”
“Sì! Esatto!”
“Non ce li ho”.
“Ahh okay, grazie, arrivederci”.