Lavoro nel ristorante di famiglia.
Per motivi commerciali, nel timbro dell’azienda — oltre al nome del titolare e alla partita IVA — c’è anche l’indirizzo di casa nostra per la fatturazione.
Tutto normale. Finché non smette di esserlo.
—
Giorno di riposo.
Io a casa, in pace, probabilmente in tuta, modalità “essere umano fuori servizio”.
Suona il citofono.
Rispondo.
“Apro?”
“*Sì.*”
Quel “sì” già aveva un certo tono. Non prometteva nulla di buono.
Apro il portone.
Dopo pochi secondi, *din don* alla porta di casa.
Apro… e mi trovo davanti una nostra cliente abituale. Ma non nella versione rilassata da ristorante.
No.
Versione *furia divina*.
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