Siamo in pieno delirio del ritiro dei testi prenotati. La coda al banco è sempre lunga, soprattutto alla riapertura pomeridiana, io sono già cotta dalla mattina, ( maestre elementari, rappresentanti di classe, madri padri e figli sconvolti da questo tour de force che si ripete ogni anno).
Arriva il turno di un padre con un ragazzino che frequenta la seconda media.

“Signora mi scusi, mio figlio ha perso il libro di tecnologia, quello triennale che si compra in prima media, e io non ricordo il titolo”.

“Non si preoccupi, ho la lista delle adozioni dell’anno scorso”.

Vado dunque prima al pc, esco dal programma attuale, e mi collego a quello dell’anno scorso per sapere il titolo del libro, augurandomi di averne una copia in magazzino, visto che il ragazzino ha un’interrogazione il giorno dopo.
Mi RICOLLEGO al programma attuale per sapere le giacenze e scopro di averne un ultimo pezzo. Esulto, e il ragazzino esulta insieme al padre, evviva!
Vado nel retro, mi arrampico sulla scala, scavo tra le migliaia di copie che abbiamo, sudo perché nonostante sia il 14 ottobre fa ancora un caldo pazzesco qui al Sud, prendo il libro e trionfante torno al bancone per farlo vedere ai miei due pazienti e preoccupati clienti.
Appena il ragazzino lo vede mi guarda preoccupato, guarda suo padre, deglutisce e sbianca in volto.

“Che succede?”.

“Ce l’ho nello zaino…”.

Volevo morire ma mi è uscito un tremolante:

“Non ti preoccupare, stai tranquillo, meglio così”.