Rimasi un attimo in silenzio, con lo scontrino a metà stampa e lo sguardo perso tra lui e il registratore di cassa.

“Certo…” risposi lentamente, cercando di capire se fosse una candid camera nascosta da qualche parte tra i tavoli.

Gli faccio due scontrini separati, uno per la brioche e uno per il resto, proprio come aveva chiesto. Glieli porgo con la massima professionalità possibile, anche se dentro di me stavo ancora cercando di metabolizzare la scena.

Lui prende i foglietti, li osserva attentamente, li piega con una precisione quasi maniacale e li infila nel portafoglio.

Poi si gira per andarsene.

Due passi… si ferma.

Torna indietro.

Io già pronto al peggio.

“Mi scusi,” dice, “ma nel preventivo non avevamo considerato se mangiavo qui o portavo via.”