Banco del pane, mattina di sabato. La solita fila di clienti mezzi addormentati, con la lista della spesa in mano e lo sguardo fisso nel vuoto, come se stessero affrontando una prova di sopravvivenza. L’odore di pane caldo e focaccia si mescola a quello del caffè che arriva dal bar accanto: un profumo così invitante che quasi ti fa dimenticare la fatica della settimana.
Davanti a me, una mamma e una ragazzina di circa dieci anni osservano le teglie di pizza appena sfornata. Il banco è pieno di colori: rosso vivo del pomodoro, giallo dorato della crosta, e quelle bolle di formaggio che ancora scoppiettano. La bimba, tutta seria, con lo sguardo concentrato di chi sta per prendere una decisione importante, allunga il dito e dice con voce decisa:
— «Un pezzo di pizza, per favore.»
Io, professionale ma col sorriso di rito, rispondo:
— «Margherita?»
Neanche il tempo di finire la parola che la mamma, trafelata, scatta come se avesse appena concluso i cento metri con il carrello della spesa:
— «Come fai a conoscere il nome di mia figlia?!»
Resto un attimo interdetto. Il cervello va in tilt, cercando disperatamente il filo logico della conversazione. Forse l’ho già servita? Forse la conosco da qualche parte? Oppure mi sto davvero rincoglionendo? Abbozzo una risata un po’ nervosa, pensando che stia scherzando.
5 Marzo, 2023 alle 6:05 pm
Ricorda una vecchia pubblicità.
Tizio 1: Margherita… Capricciosa…
Tizio 2, credendoche Tizio 1 parlasse con una donna che passava di lì: Forse non ha sentito!