Qualche anno fa lavoravo in un negozio di sigarette elettroniche.
Locale piccolo ma sempre pieno di opinioni gigantesche.

Un pomeriggio entra un ragazzo con aria sicura, sorriso da “ci conosciamo”.

«Ciao! Ieri ho acquistato una sigaretta elettronica, si ricorda?»

Lo guardo. Faccio una rapida scansione mentale tra le cento facce viste il giorno prima.

«Certo!» rispondo con il mio miglior tono professionale. (Traduzione: potresti essere uno dei sette con la felpa nera.)

«È in garanzia, vero?»

«Certo, per difetti di fabbricazione!»

Annuisce serio. Poi, con la naturalezza con cui si chiede un tovagliolo:

«Io l’ho persa, non è in garanzia?»

Silenzio.

Lo fisso.

«Beh, no.»

«Non è giusto…» dice scuotendo la testa come se fossi io l’irragionevole. «Comunque quanto mi costa se ne prendo un’altra uguale?»

«Lo stesso prezzo di ieri, ossia xxx.»

Lui cambia espressione. Si fa più negoziatore.