Vissuta da cliente.
Fila alla cassa, di quelle lente, con il nastro che avanza a scatti e la gente che sospira guardando l’orologio. Io tranquilla, pochi articoli nel cestino, già rassegnata all’attesa.
Davanti a me una signora sui cinquanta, di quelle belle cariche già in partenza. La commessa – una santa, lo si capisce subito dallo sguardo paziente – sta finendo di passare la sua spesa.
Bip. Bip. Bip.
Totale: “Trentaquattro e qualcosa.”
Silenzio. Mezzo secondo.
Poi l’esplosione.
“È impossibile! Hai sbagliato! Mi ero già fatta il conto e veniva meno di trenta euro! Io non mi faccio fregare!”
La cassiera non batte ciglio. Respira, annuisce appena e con una calma quasi mistica ricomincia:
“Controlliamo insieme, signora.”
Riprende ogni pezzo, uno per uno. Lo passa, lo indica, legge il prezzo. Con una precisione chirurgica.
La signora, però, non molla:
“Hai messo i prezzi sbagliati! Questo era in offerta! Anche questo è in offerta! E anche quest’altro! Questa è una truffa!”
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