La signora arriva trafelata, con l’aria di chi ha appena scoperto che le hanno cambiato l’ordine naturale delle cose.
“Oddio… oddio… non avete più la mia tinta! Ora come faccio?! Oddio, oddio!”
Io, con la calma di chi ha già visto crollare imperi per molto meno:
“Mi dica pure, signora. Quale tinta cerca?”
“La numero X della L’Oréal. Sempre quella. Da anni.”
Mi giro, faccio due passi, allungo il braccio.
“Eccola qui.”
La signora prende la scatola, la guarda, la inclina, la avvicina agli occhi come se fosse un reperto archeologico.
“No. Non è questa.”
“Il numero è quello, signora. Quindi sì, è questa.”
“No no. Non è questa.”
“Posso chiederle perché?”
“Perché la donna nella foto non è la stessa.”
Pausa.
La guardo.
Guardo la scatola.
Guardo di nuovo lei.
“Signora, hanno solo cambiato la confezione.”
“E perché?”
“Come perché?”
“Perché hanno cambiato la foto? Era da anni che mi orientavo con quella faccia!”
Cerco di mantenere il tono professionale, mentre dentro di me qualcosa si spezza.
“Guardi, probabilmente hanno rifatto il packaging. Succede spesso.”
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