Ore 22.47.
“Pronto, buonasera”
“Buonasera, faccio ancora in tempo per una piada? Sto uscendo ora da lavoro!”
Guardo l’orologio appeso sopra la piastra. Le lancette sembrano quasi prendermi in giro.
“Guarda, noi chiudiamo tra dieci minuti, ma se facciamo qualcosa di semplice possiamo preparartela”
Dall’altra parte un sospiro di sollievo, quasi teatrale.
“Sì sì sì, una semplice, tipo insaccato con verdura”
Annuisco, anche se lei non può vedermi, e già mi giro verso il banco degli ingredienti.
“Ti posso proporre questo”
“No, questo non mi piace”
Mi fermo. Respiro.
“Allora che ne dici di questo…”
“No, questo non lo mangio!”
Silenzio. Un secondo. Due.
“Va bene… allora magari—”
“E se facessimo… no aspetta, ma il formaggio è fresco o stagionato? Perché io il fresco la sera non lo digerisco bene”
“È fresco, ma leggero—”
“No allora niente”
Riparto.
“Allora possiamo fare crudo e zucchine—”
“No, le zucchine no”
“Speck e rucola?”
“La rucola mi rimane sullo stomaco”
“Tacchino e pomodoro?”
“Il pomodoro la sera mi fa acidità”
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