Pizzeria/ristorante, quasi 10 anni fa. Serata delirio e tra prenotazioni, asporti e mandrie di allievi finanzieri arrivati alle 19, ci ritroviamo alle 21:30 senza più pizze.
I clienti arrivati senza prenotazione alle 21:30/21:45 vengono subito avvisati dai colleghi all’ingresso che sono finite le pizze e che, per la seconda serata, ci sono solo antipasti/primi/secondi per evitare di far perdere tempo ai clienti.
Quando entrano nella sala del ristorante, li avvisiamo nuovamente appena si accomodano al tavolo per eccesso di zelo.
Tavolo con tre coppie sui 25/30 anni, ordinano tutti chi carne, chi un primo e poi arriva lui: il genio alpha della compagnia.

“Visto che per la carne ci vuole un pochino, vi porto qualcosa di antipasto prima?”
“Ah si grazie, ci fai una margherita spicchiata da dividere?”
“Mi spiace, ma come vi abbiamo detto abbiamo terminato le pizze.”
“Ah ok, allora una focaccia col prosciutto.”

Momento di silenzio per capire se voleva fare una battuta, ma dalla faccia sembra la schermata blu di windows in blocco.

“Ehm, anche le focacce si fanno con l’impasto della pizza…che è finito…”
“Allora ce la puoi fare semplice solo olio e sale?”

Lo fissiamo senza dire nulla sia io che gli altri cinque suoi commensali, poi la sua ragazza gli fa una carezza sulla testa.

“Portaci 6 bruschette che è meglio.”
“Si, forse è meglio…”