Lavoro in una pizzeria al taglio da ormai quasi due anni. Durante la settimana siamo in due: io al banco e il pizzaiolo, che è anche il titolare. In teoria siamo pochi, ma ormai siamo rodati: io servo, taglio, peso, incarto, faccio cassa, e quando serve rispondo anche al telefono. Lui invece è dietro che impasta, inforna, tira fuori teglie e, nel frattempo, prende pure le ordinazioni telefoniche.

Di solito, infatti, è lui che risponde al telefono. Non per qualche motivo particolare, semplicemente perché mentre aspetta che una teglia cuocia ha quei trenta secondi liberi per dire:
“Pizzeria XXX, buonasera”.

L’altro giorno però era il caos totale. Una di quelle serate in cui arrivano ordini uno dietro l’altro, gente in fila al banco, teglie che escono dal forno e altre che devono entrare subito dopo.

A un certo punto squilla il telefono.

Lui era con le mani nell’impasto fino ai gomiti e mi fa:
“Rispondi tu!”

Prendo il telefono.

“Pizzeria XXX, buonasera.”

Dall’altra parte:
“Sì, buonasera, sono XY.”

“Sì, mi dica.”

“Senti, non c’è per caso uno dei due titolari?”

Io resto un attimo perplessa, ma penso magari sia una richiesta particolare. Un’informazione, una festa, un ordine grande, qualcosa del genere.