Credo di aver assistito a una scena epica.
Entro dai cinesi sotto casa per comprare due cavolate e, come sempre succede quando entri per prendere due cose, finisco a farmi un giro tra corsie completamente a caso. A un certo punto mi fermo davanti agli alberi di Natale. Non perché mi servisse davvero, ma più che altro per curiosità: ogni anno ne mettono di tutti i tipi, da quello minuscolo da scrivania fino a quelli giganti che sembrano pronti per Piazza Duomo.
Ne vedo uno carino, abbastanza pieno, di quelli già con i rami finti che sembrano quasi veri se li guardi da lontano. Attaccato all’albero c’è il solito foglio plastificato con le informazioni: prezzo, modello, misure disponibili. Leggo che lo fanno in varie altezze, fino a 2 metri e 10.
Così, giusto per chiedere, vado alla cassa. L’albero era lì davanti, tre metri scarsi più avanti. Non dall’altra parte del negozio: praticamente bastava allungare il collo.
Chiedo alla ragazza:
“Scusi, per caso avete anche la misura da 210 cm?”
Lei mi guarda, poi guarda nella direzione dell’albero… e fin qui tutto normale.
Poi succede una cosa che non mi aspettavo minimamente.
Si abbassa sotto il bancone della cassa. Sparisce per qualche secondo. Io penso stia cercando il codice del prodotto, magari un catalogo, una scatola, qualcosa del genere.
Riemerge.
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