Pos saga.

Ogni cliente ha il suo personalissimo modo di “proteggere” il PIN.

C’è quello classico: mano a cupola, stile bunker antiatomico.
C’è quello multitasking: copre e contemporaneamente *sussurra* i numeri, tipo audiolibro della password.
C’è l’artista concettuale: usa il bigliettino come scudo… ma lo inclina verso di me, tipo proiettore.

E poi.

Arriva lui.

Silenzioso. Concentrato. Determinato.

Capisco subito che sto per assistere a qualcosa di nuovo.

Prende il POS con entrambe le mani, lo osserva un secondo, come un chirurgo prima dell’operazione.

Appoggia le dita sul tastierino per orientarsi.

E poi—

*Tac.*

Lo gira.

Al contrario.