Autodenuncia.

Martedì mattina il mio smartphone decide di abbandonarmi emotivamente: lo accendo, lo spengo, lo riaccendo… niente. Rimane lì, fisso sulla schermata iniziale di Android, come se stesse meditando sulle sue scelte di vita.

Rassegnata, vado in un centro riparazioni vicino a casa.
Spiego il problema alla commessa:
“Guarda, non si avvia più…”

Lei annuisce:
“Aspetta, adesso il titolare dà un’occhiata.”

Dal retro parte una voce:
“Col cavolo che riesco a guardarlo adesso! Va smontato, ci vuole tempo e non so neanche se si recupera!”

Io, già psicologicamente preparata al lutto:
“Vabbè… lo posso lasciare qualche giorno?”