Sono un insegnante di scuola primaria.

Una mamma mi contatta per chiedermi ripetizioni per il figlio. Fin qui tutto normale: capita spesso, soprattutto quando iniziano a saltare fuori le prime difficoltà con lettura, matematica, concentrazione… quelle cose che, se prese in tempo, si sistemano anche bene.

Le spiego con calma come lavoro: incontri, durata, modalità, e ovviamente il prezzo. Niente di fuori dal mondo, semplicemente una tariffa dignitosa per il tempo, la preparazione e l’esperienza.

Dall’altra parte, silenzio breve. Poi arriva la risposta, secca:

“No no, sei troppo caro. Io puntavo a qualcuno che prendesse 5 euro l’ora… o che lo facesse gratis.”

Cinque euro.

Faccio un rapido calcolo mentale: benzina, tempo, preparazione, responsabilità. Solo uscire di casa mi costerebbe più di quello.

Cerco comunque di restare professionale:

“Signora, guardi, a quel prezzo non riesco proprio. Non mi copre nemmeno la benzina per venire da lei. E onestamente, per 5 euro l’ora non trova nemmeno un laureando… figuriamoci qualcuno con due lauree e un lavoro stabile.”