Ve lo ricordate il pi greco?
Sì, medesimo cliente.
Quello che già al primo incontro aveva lasciato intuire che il rapporto tra lui e la geometria fosse… complicato.
Ecco, qui capirete che non era solo un’impressione.
Entra, si guarda intorno con aria concentrata, come se stesse scegliendo un elettrodomestico delicatissimo, e mi dice che cerca un fallo particolarmente flessibile, con ventosa, perché deve attaccarlo al letto.
Per esigenze di posizionamento, specifica. Sempre molto tecnico.
Ora.
Posto che una ventosa, per definizione, ha bisogno di una superficie liscia e rigida…
e che un letto, di norma, è fatto di materasso…
gli chiedo, con infinita calma:
“Mi scusi… ma dove pensava di fissarla, la ventosa?”
Lui non ha un attimo di esitazione.
“Eh, semplice. Ci metto sopra un mattone. O una lastra di marmo.”
Certo.
Come ho fatto a non pensarci prima.
Stupida io, con i miei anni di esperienza e zero cantieri edili nel reparto sex toys.
Comunque, mantenendo un briciolo di amor proprio, gli suggerisco un’altra soluzione.
“Guardi, se può andare bene questa, secondo me è la risposta giusta.”
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