Sono un farmacista e, a causa dell’attuale emergenza sanitaria, nella farmacia in cui lavoro abbiamo deciso di far accedere solo una persona alla volta.
Naturalmente si forma all’esterno una piccola coda di tre o quattro clienti, tutti distanziati, mentre sto servendo una persona. C’è quello che guarda l’orologio, quello che controlla il telefono, quello che ogni tanto sospira come se stesse aspettando di entrare in sala operatoria invece che in farmacia. Ma tutto sommato regna la civiltà: nessuno protesta, tutti pazienti, tutti consapevoli della situazione.
Ad un tratto arriva lei. Passo deciso, mascherina indossata, borsa a tracolla e quell’aria di chi ha già deciso che le regole valgono per gli altri.
Passa davanti a tutti.
Letteralmente.
Taglia la fila come se fosse invisibile. Dietro di lei partono le prime proteste educate:
“Scusi, c’è la fila.”
“Guardi che stavamo aspettando…”
Ma lei neanche rallenta. Fa quel gesto universale della mano, quello che significa “tranquilli, ci metto un attimo”.
“Devo solo fare una domanda.”
Che, nella traduzione simultanea del farmacista, significa quasi sempre: adesso bloccherò tutto per dieci minuti.
16 Marzo, 2020 alle 9:18 pm
Salve sono anch’io un collega della provincia di Catania, quello che racconti è praticamente assurdo, a me è capitato che in farmacia è arrivata la misericordia attivata dal comune per una persona chiedendo il filo interdentale. Che ne pensate..? Chi viene per il profumino e tante altee sciocchezze. Direi che nel decreto bisognava spiegare anche alle persone che in farmacia bisognava andare solo per le estreme necessità. Pazienza