Sono una commessa.
Più o meno un anno fa, arrivano alla cassa due ragazzi. Già da lontano si capisce che qualcosa non è del tutto “normale”: parlano poco, evitano il contatto visivo, e soprattutto tengono la loro merce coperta con un sacchetto di carta come se fosse un segreto di stato.
Io, nel pieno della mia innocenza operativa, non ci faccio troppo caso. Modalità automatica attiva: prendi, passa, conta, saluta.
A un certo punto alzo il sacchetto per iniziare a registrare gli articoli… e intravedo la scatola.
Preservativi.
Ok. Fin qui tutto assolutamente normale. Quotidianità pura. Nessun problema.
Loro però diventano ancora più rigidi. Tipo statue. Io continuo come se niente fosse, cercando di mantenere un’aria professionale, neutra, quasi zen.
Passo gli articoli, il totale è pronto. Apro bocca per dire la classica frase di rito.
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