“Tempo fa, ho preso [per questo, quello e quell’altro motivo (e giù di inutili spiegazioni di cui, perdonatemi, nun me ne poteva frega’ di meno)] l’Ostantinato a Malliti, ce l’avete?”
“Sì, certo, viene 4 euro e sono 40g.”
“Ma quanti Ostantinati ci sono dentro?”
“Sono 40g signore, non posso sapere il numero esatto perché, come lei ben sa, gli Ostantinati sono di peso e dimensioni diverse.”
“Ma io voglio sapere quanti ce ne sono, che razza di comportazione è questa?”
“Signore, io posso solo dirle che sono 40g, dentro ce ne trova dai 15 ai 20 pezzi approssimativamente ma potrebbero essere anche di più o di meno, a seconda se ci sono finiti dentro pezzi più grandi o più piccoli.”
“Ma la ditta perché non ce lo scrive?”
“Perché il confezionamento viene fatto in grammi e non a pezzi” (immaginatevi una ditta che si mette a confezionare per numero di pezzi un prodotto di dimensioni estremamente variabili e poi stampa centinaia di scatole a seconda del numero di pezzi, follia pura)
“Ma è veramente una cosa vergognosa, ma che razza di ditte trattate, e se io lo compro e poi ce ne sono pochi?”
“Signore, mi dispiace, non so che dirle. Lo rimetto a posto?”
“No, ora è una questione di principio, lo compro, così lo apro davanti a voi e almeno al prossimo cliente che vi chiede quanti pezzi sono gli potete dare una risposta PRECISA.”

Grazie, mio benefattore e io, cretina, che mi so’ pure sperticata a dare spiegazioni.