Nel cinema dove lavoro facciamo anche prenotazioni telefoniche.
Una sera, mentre sistemo le ultime cose al banco, squilla il telefono.
«Buonasera, cinema X, posso aiutarla?»
Dall’altro capo un ragazzetto, con accanto una ragazza che rideva a crepapelle, inizia a sparare domande assurde, ridacchiare, fare lo scemo. Poi riattacca.
Ok, classico scherzo da adolescenti. Un “ha ha” e via.
Peccato che non fosse un colpo e basta.
Iniziano a richiamare a raffica, a intervalli regolari. Sempre la stessa voce, sempre le stesse risatine idiote di sottofondo.
Il problema? Potrebbero chiamare clienti veri, e quindi siamo obbligati a rispondere. Ma ogni volta che sentiamo lui, riagganciamo.
Dopo la decima chiamata inizio a perderci la pazienza. Poi, all’improvviso, il lampo di genio!
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