Signore sulla sessantina entra in ufficio:
“Salve, ma non c’è G?”
“No, guardi, è in pensione da novembre, beato lui.”
“Ah… Perché l’ultima volta mi ha aiutato lui…”
“Mi dica, vediamo se posso aiutarla.”
“Dovrei ritirare il bonus del bimbo.”
“Vediamo… Che bonus è? Ce ne sono diversi.”
“Non lo so. C’è G?”
“No, guardi, è sempre in pensione, come prima…”
“Perché lui lo sapeva…”
(Respiro…)
“Sono un ex collega, lo conosco bene G.”
(Gli ex colleghi sono i peggiori: ti vengono ad insegnare come si fa, credendo che in 20 anni non sia cambiato nulla, e poi pretendono di avere tutto, senza documenti, perché “ma qui mi conoscono tutti!”)
“Lo ha su una carta o lo ha preso mostrando il documento?”
“Non me lo ricordo, è per il bimbo…”
(Ottimo, ce la possiamo fare).
“Mi dia i documenti che controlliamo…
A nome suo non c’è nulla, ha documento e il codice fiscale del bimbo?”
“No.”
“Eh, ho bisogno dei documenti, dove c’è anche scritto che lei è il padre.”
(Poi mi viene un flash, data l’età dell’uomo, magari il bimbo in realtà ha 14 anni e ha giustamente i suoi documenti in tasca)
“Scusi ma quanti anni ha il bimbo?”
“Diciotto.”

Penso di averlo fissato per almeno 20 secondi buoni senza parlare.

“Scusi ma il” bimbo” ha 18 anni? Già compiuti?”
“Sì.”

(Espressione cambiata)

“Scusi, ma a 18 anni non è un bimbo, a 18 anni è maggiorenne, deve venire lui!”

Fa un’espressione inebetita come se avessi chiamato qualcuno per spostare l’unicorno rosa parcheggiato in divieto di sosta di fianco alla macchina che fa i popcorn che non fanno ingrassare.

” Ah, ma come… Deve venire lui?”
” Eh, beh sì… A 18 anni si è maggiorenni con diritto di firma, e di un sacco di altre cose.” (Mi guarda fisso, non è convinto).
“Vabbè, ma se lo prendo io?”
“E no, perché lei non è il Ragazzo.”
“Ma G me lo dava…”
“Sicuramente quando il RAGAZZO era ancora minorenne.”

Non era convinto che il suo bimbo potesse fare qualcosa in autonomia.

Se n’è andato senza capire come potesse il suo “bimbo” andare a ritirare dei soldi suoi, senza di lui, a 18 anni.

Io non ho figli, ma non capisco come certi genitori continuino a chiamare “il mio bimbo” e “la mia bimba” i figli maggiorenni, soprattutto davanti ad estranei!